IL SANTUARIO
Gli archivi della diocesi di Teggiano Policastro conservano documenti, datati 1500, che menzionano una cappella sita in Poderia dedicata a Santa Sofia. Tale cappella, la più modesta di tutte le cappelle della Diocesi, fu costruita nel Fondo Pantrato ed in seguito prolungata di cinque metri a cura del parroco Don Cristofaro Caputo. La giunta fu abbattuta nel 1927 a causa delle gravi lesioni verificatesi tra la vecchia e la nuova costruzione. La vecchia cappella non poteva, però, contenere il numero sempre crescente della popolazione locale e dei pellegrini, per cui il parroco Don Matteo Guida ritenne necessaria la costruzione, nella stessa località, di un tempio non indegno della maestà di Dio e della Santa. Il progetto fu redatto dall’ingegnere Francesco Martino da Rivello il quale si ispirò al tempio della Madonna del Rosario di Pompei. I lavori iniziarono il 16 luglio 1900 e furono terminati in circa 18 anni. Il 14 maggio 1919, Mons. Giovanni M. Vescia, vescovo di Policastro Bussentino, solennemente benedisse ed aprì al culto il nuovo tempio. La prima immagine di Santa Sofia venerata nella cappella fu una piccola tela dipinta a colla nel 1820. In seguito il canonico Don Antonio del Duca acquistò a Napoli, per 120 ducati, la statua in legno ancora oggi venerata. La nuova struttura, ricca di magnifici stucchi, fu dipinta, con indovinati e delicati colori, dal pittore Prof. Lanziani Mario da Lauria Inferiore. I fedeli tutti, specie quelli residenti all’estero, concorsero con larga generosità. L’artistico altare in marmo fu offerto dai coniugi Crescenzo e Teodora Caputo. Il Santuario fu arricchito di un meraviglioso organo acquistato a Napoli per interessamento del fu Gaetano del Duca. Restava un solo vuoto da colmare ossia il possesso delle reliquie della Santa. Poiché il corpo della Santa si trovava nela parrocchia di Virle Treponti (Brescia) Mons. Guida scrisse al parroco Don Giuseppe Landi. Quest’ultimo non solo fornì copia di tutti i documenti relativi alla autenticità del corpo della Santa ma si mostrò prontissimo a concedere, con il consenso del Vescovo, una reliquia. Espletate le necessarie pratiche, il 14 maggio 1931, le sacre reliquie, racchiuse in un artistico reliquiario, pervennero a Poderia. La presenza del Vescovo Mons. Francesco Cammarota accrebbe splendore all’avvenimento, che appagava il vivo desiderio del buon popolo di Poderia. Una lapide marmorea, collocata sul muro interno, a sinistra di chi entra dalla porta centrale, ricorda a tutti quanto la fede e la buona volontà operarono. I parroci che si sono succeduti al Mons. Guida si sono adoperati per conservare, migliorare e rendere sempre più confortevoli il Santuario e la strada per accedervi. Lo stretto e scomodo sentiero che portava al Santuario venne allargato dal Can. don Angelo del Duca. Il successore del Can. del Duca, Don Pietro Tripodi, con la collaborazione dei comitati che si sono avvicendati nel corso degli anni, hanno apportato significativi miglioramenti al Santuario ed a tutta la zona circostante (Pantrato). I primi interventi riguardarono la realizzazione del piazzale antistante il Santuario; chiuso con un muro in calcestruzzo venne collegato con dei gradoni al viale principale, quest’ultimo asfaltato ed illuminato. In seguito venne realizzato il tanto voluto campanile non previsto nel progetto iniziale. Venne poi data maggiore comodità ai fedeli con la creazione di uno spazio riservato al palco per le bande musicali, lo stesso palco su cui oggi si esibiscono i cantanti durante le festività dedicate alla Santa. Nel 19XX vennero eseguiti lavori per il rifacimento della facciata, per la revisione delle fondamenta e della copertura. Ampliamento campanile. Restauro organo. Restauro interno dei dipinti.